NEWS/SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE CON DIARREA (IBS-D)

Sindrome dell’intestino irritabile con diarrea (IBS-D)

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione che colpisce il 7-21% circa della popolazione mondiale. I sintomi più tipici sono dolore addominale, gonfiore, cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni e nella forma e/o consistenza delle feci.

A seconda di quale sia il sintomo più frequente, l’IBS può essere suddivisa in IBS-D (se prevale la diarrea), IBS-C (se prevale la stitichezza), IBS-M (se i sintomi sono misti) e IBS-U (se i sintomi non sono correlati a nessuna delle precedenti categorie).
L’IBS-D può colpire soggetti di qualsiasi età e sesso, anche se l’incidenza risulta maggiore per le giovani donne.

Sindrome dell’intestino irritabile con diarrea (IBS-D)

Le cause che portano a questa condizione non sono ancora del tutto note. Probabilmente la sindrome ha origine multifattoriale ma a riguardo vi sono diverse ipotesi:

  • - Rapide contrazioni dell’intestino, che causano dolore ed evacuazioni rapide. Il rapido transito intestinale non permette il riassorbimento di acqua, per cui si generano feci liquide.
  • - Infezioni intestinali. Per ragioni sconosciute alcuni pazienti sviluppano IBS-D dopo un’infezione. Quando ciò avviene si parla di IBS-post infettiva e questa condizione può perdurare per settimane, mesi o addirittura anni.
  • - Ipersensibilità o allergia a particolari alimenti.
  • - Ipersensibilità intestinale. Molti pazienti infatti percepiscono un dolore maggiore causato dalla formazione di gas intestinale o dalle contrazioni intestinali rispetto alla maggior parte delle persone.
  • - Cambiamenti nella qualità e quantità dei batteri che vivono nell’intestino.
  • - Ansia e stress. Non sono causa diretta di IBS-D, ma ne possono peggiorare i sintomi.

Nei pazienti affetti da IBS-D, le feci risultano essere acquose, a volte possono presentare muco, e le evacuazioni sono frequenti, soprattutto di giorno, quando si è svegli. La diarrea che colpisce di notte, provocando il risveglio, non è un sintomo tipico dell’IBS-D e per questo sarebbe opportuno parlarne con un medico. Un altro sintomo comune dell’IBS-D è il gonfiore addominale, mentre vi sono dei sintomi non collegati con l’intestino, ma che si possono ricondurre alla sindrome, come disfunzioni sessuali, mestruazioni irregolari, aumento dell’urgenza e della frequenza dello stimolo a urinare e dolore in altre parti del corpo. Il medico può diagnosticare l'IBS-D attraverso la storia clinica del paziente ed effettuando degli esami fisici. Solitamente vengono usati i “Criteri di Roma” (attualmente i Criteri di Roma IV), che prendono in considerazione i sintomi e i cambiamenti nelle abitudini intestinali.
Se necessario il medico può richiedere degli esami più approfonditi per escludere altre patologie. Sebbene l’IBS-D non metta a rischio la vita di una persona, sicuramente ne influenza negativamente la qualità. Non esistono delle cure definitive, per cui i trattamenti ad oggi disponibili mirano a ridurre quanto più possibile i sintomi. Le terapie possono essere non farmacologiche (come le modificazioni della dieta e dello stile di vita, l’utilizzo di dispositivi medici che proteggono la barriera intestinale, l’uso di prebiotici e/o probiotici) o farmacologiche (come l’uso di antidiarroici, antibiotici e antispastici).

L’IBS-D è una condizione che può essere causata da vari fattori e il cui sintomo principale è la diarrea. Cercare di capire quale sia il fattore scatenante, magari compilando un diario che aiuti a portare alla luce una relazione “causa-effetto” (ad esempio diarrea dopo aver mangiato un cibo particolare), potrebbe essere utile per impostare la terapia più adeguata e tenere sotto controllo i sintomi.

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