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MICROBIOTA, PROBIOTICI E PREBIOTICI: facciamo chiarezza

Le persone che soffrono di patologie gastrointestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), cercano spesso di informarsi riguardo i sintomi e i trattamenti raccomandati.
Coloro che sono poco avvezzi a terminologie scientifiche, potrebbero trovarsi in difficoltà di fronte a parole come “microbiota”, “prebiotici” o “probiotici”, molto simili tra di loro ma con significati assai diversi. Qui di seguito cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

MICROBIOTA
Con questo termine si vuole indicare l’insieme dei microrganismi, soprattutto batteri, ma anche lieviti, virus e parassiti, che popolano il nostro intestino. Quando queste specie vivono in equilibrio tra di loro si parla di eubiosi.

MICROBIOTA, PROBIOTICI E PREBIOTICI: facciamo chiarezza

Nello stato di eubiosi il microbiota svolge delle funzioni essenziali per il nostro organismo: sintesi di sostanze utili, stimolazione del sistema immunitario, eliminazione di sostanze tossiche.

Quando invece questo equilibrio viene rotto, e alcune specie hanno il sopravvento sulle altre, si parla di disbiosi. Questa condizione, causata da infezioni, utilizzo di alcuni famaci, alimentazione scorretta e scarso esercizio fisico, determina, se prolungata nel tempo, un danno a livello della parete intestinale, consentendo il passaggio di sostanze tossiche, allergeni e microbi, che possono provocare, ad esempio, la sintomatologia tipica dell’IBS. Quindi, mantenere lo stato di eubiosi è fondamentale.

PREBIOTICI
Con il termine “prebiotico” si fa riferimento a oligosaccaridi e polisaccaridi non digeribili di origine alimentare, che promuovono la crescita dei batteri “buoni” nel nostro intestino. Tra gli oligosaccaridi, ricordiamo i GOS (galatto-oligosaccaridi), i FOS (frutto-oligosaccaridi) e gli XOS (xilo-oligosaccaridi), mentre tra i polisaccaridi si possono citare l’inulina, la cellulosa, l’emicellulosa e la pectina. Le fonti di questi prebiotici sono solitamente cereali, frutta e verdura. Non essendo digeribili, i prebiotici arrivano immodificati a livello intestinale, dove vengono fermentati dai batteri per produrre acidi grassi a catena corta, molto importanti per mantenere l'integrità della mucosa intestinale, per regolare alcuni processi metabolici e per stimolare il sistema immunitario. Quindi, in un certo senso, possiamo considerare i prebiotici come la “benzina” dei batteri intestinali. In alcuni studi è stato visto come l’utilizzo di prebiotici in pazienti con IBS ha migliorato sintomi come la consistenza delle feci, flatulenza, gonfiore e sensazione di ansia.

PROBIOTICI
I “probiotici” sono microrganismi vivi che, una volta ingeriti in adeguate quantità, sono in grado di esercitare funzioni benefiche per l’organismo. I microrganismi probiotici umani appartengono soprattutto alle specie Lactobacillus, Bifidobacterium, Streptococcus ed Enterococcus. La loro principale funzione è quella di permettere al microbiota di svilupparsi in modo tale che ci sia equilibrio tra i microrganismi patogeni e quelli necessari ad un buon funzionamento del nostro organismo. I probiotici vengono spesso utilizzati dopo aver seguito una terapia antibiotica, per ripristinare il microbiota naturale. I probiotici, inoltre, aumentano l’efficacia del sistema immunitario, migliorano l’assorbimento di alcune vitamine e minerali, e stimolano la produzione di acidi organici e aminoacidi. Un’altra importante funzione è quella di inibire lo sviluppo di alcune specie batteriche patogene, come E.coli o Salmonella.

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