NEWS/AZIONE DEI FODMAP E LA DIETA LOW-FODMAP

AZIONE dei FODMAP e la dieta low-FODMAP

Molti pazienti colpiti da sindrome dell’intestino irritabile (IBS) dichiarano che i sintomi intestinali ed addominali si presentano nella maggior parte dei casi dopo un pasto, e per questo motivo decidono di modificare la propria dieta. La sintomatologia dell’IBS è causata soprattutto da alcuni tipi di carboidrati presenti in molti alimenti che assumiamo quotidianamente.

I carboidrati a catena corta sono i più facilmente fermentabili dai batteri del nostro intestino (microbiota) e vengono identificati con l’acronimo FODMAP (derivato dalle iniziali delle parole inglesi Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides And Polyols, in italiano oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili). Possiamo trovare i FODMAP in alimenti contenenti lattosio, fruttani, fruttosio, galattani e polialcoli (questi ultimi sono generalmente dei dolcificanti come sorbitolo o mannitolo).

AZIONE dei FODMAP e la dieta low-FODMAP

I FODMAP vengono scarsamente assorbiti e vengono velocemente fermentati dai batteri intestinali provocando la formazione di gas e il richiamo di acqua nel lume intestinale. Questi due eventi causano la distensione della parete intestinale. Ora, se nei soggetti sani questo non provoca nessun disagio, nei soggetti colpiti da IBS, a causa dell’aumentata sensibilità intestinale, la distensione della parete intestinale determina la tipica sintomatologia della sindrome dell’intestino irritabile data da gonfiore e dolore addominale.

Esistono molti FODMAP e tutti subiscono dei processi di fermentazione differenti. Per questo motivo gli alimenti vengono divisi in tre macrogruppi:
1. Alimenti ad alto contenuto di FODMAP (high-FODMAP)
2. Alimenti a medio contenuto di FODMAP
3. Alimenti a basso contenuto di FODMAP (low-FODMAP)

Una dieta low-FODMAP è superiore nel migliorare i sintomi dell’IBS nei pazienti colpiti da questo disturbo rispetto a diete di controllo. In particolar modo si sono visti miglioramenti su gonfiore e dolore addominale, ma effetti positivi sono stati registrati anche su stipsi e diarrea da IBS. Alcune osservazioni hanno evidenziato anche un miglioramento dello stato psicologico dei pazienti che assumevano cibi low-FODMAP.
Dato che la fermentazione intestinale dei carboidrati è una delle cause della sintomatologia intestinale, una dieta low-FODMAP, sotto il controllo di un nutrizionista esperto, viene consigliata nella terapia dei pazienti con IBS che non rispondono ad altre terapie dietetiche basate su consigli alimentari di carattere generale. La dieta low-FODMAP non deve essere considerata come una dieta di esclusione quanto piuttosto di sostituzione dei cibi ad alto contenuto di FODMAP con cibi a basso contenuto di FODMAP. In genere questa dieta viene divisa in 3 fasi. Durante la prima fase, della durata di 3-6 settimane, si procede riducendo fortemente la presenza dei FODMAP e valutando i miglioramenti sintomatologici. La seconda fase ha una durata variabile, durante la quale vengono reintrodotti gradualmente vari alimenti, per testare la soglia di tollerabilità del paziente verso la quantità e la qualità dei cibi. Questa fase viene usata come riferimento per la terza fase, nella quale il paziente cercherà di gestirsi autonomamente, in base alle risposte ottenute in precedenza.

La dieta low-FODMAP, se ben impostata, ha dimostrato benefici a lungo termine, garantendo un corretto apporto nutrizionale e di fibre, senza alterare in maniera negativa il microbiota intestinale.

NB: Contattare sempre un esperto di nutrizione prima di iniziare qualsiasi trattamento dietetico

Di seguito una tabella che riporta alcuni alimenti ad alto e basso contenuto di FODMAP:

Fonti alimentari ad alto contenuto di FODMAP

  • Fruttosio

Frutta: mele, pere, pesche, mango, anguria
Miele
Dolcificanti: fruttosio, sciroppo di mais
Alte dosi di fruttosio: concentrati di frutta, conserve di frutta, succhi di frutta, frutta secca


  • Lattosio

Latte: mucca, capra, pecora, gelati
Formaggi: morbidi e freschi (ad es. ricotta)


  • Oligosaccaridi (fruttani-galattani)

Verdure: carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavoli, finocchio, aglio, gombo, cipolle, piselli, scalogno
Cereali: frumento e segale se consumati in grandi quantità (pane, pasta, cous cous, crackers, biscotti).
Legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave
Frutta: anguria, pesche bianche, cachi


  • Polioli

Frutta: mele, albicocche, ciliegie, pere, pesche, susine, prugna, anguria
Verdura: avocado, cavolfiori, funghi, piselli.
Dolcificanti: sorbitolo, mannitolo, xilitolo e altri che terminano in -olo

Fonti alimentari a basso contenuto di FODMAP

Frutta: banana matura, mirtillo, pompelmo, uva, melone, kiwi, limone, mandarino, arancia, lampone, fragola
Sostitutivi del miele: sciroppo d’acero
Dolcificanti: tutti eccetto i polioli


Latte: latte delattosato, di soia, di riso
Formaggi: formaggi duri e stagionati
Sostituti del gelato: sorbetti
Burro


Verdure: germogli di bambù, sedano, peperoni, melanzane, fagiolini, lattuga, erba cipollina, zucca, cipolla verde, pomodoro
Cereali: prodotti senza glutine e farro


Dolcificanti: zucchero (saccarosio), glucosio, dolcificanti che non terminano in -olo.


IBS TEST

Verifica se hai la possibilità di avere i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile rispondendo a 4 semplici domande