La sindrome dell'intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una patologia cronica del tratto digerente caratterizzata principalmente dalla presenza di dolore addominale e da cambiamenti delle abitudini intestinali (stitichezza e/o diarrea). 

Molti soggetti affetti dalla sindrome non si rivolgono al proprio medico per avere una diagnosi e un trattamento adeguato. 

Spesso i pazienti con IBS si sentono frustrati a causa della natura cronica della sindrome e della difficoltà di controllarne i sintomi.

Negli anni sono state avanzate molte ipotesi sull’origine della sindrome dell’intestino irritabile. L’essere umano è quotidianamente esposto a sostanze e batteri che minacciano l’equilibrio tra salute e malattia. Il nostro tubo digerente, che ha una superficie complessiva di 250 m2, rappresenta la maggior superficie del nostro corpo in contatto con l’esterno. Il nostro intestino deve quindi sviluppare un meccanismo di difesa contro queste minacce esterne garantendo nel contempo un apporto corretto di nutrienti.

In condizioni normali i nutrienti vengono assorbiti dalle cellule evitando il passaggio di allergeni e batteri. Quando questa barriera protettiva viene alterata l’intestino diventa permeabile e possono penetrare sostanze nocive per il nostro organismo. Quando queste sostanze entrano nelle cellule intestinali si produce un’infiammazione di basso livello. 

Gli studi più recenti hanno dimostrato che i pazienti affetti da IBS con diarrea presentano un aumento della permeabilità intestinale che favorisce il passaggio di sostanze e batteri nell’ambiente interno. In condizioni normali, queste sostanze verrebbero escluse ed eliminate con le feci, però in presenza di IBS la barriera mucosa si altera provocando infiammazione in risposta alla penetrazione di queste sostanze nocive e di batteri.

Sia lo stress, sia una infezione locale possono produrre alterazioni della barriera intestinale che compromettono la salute.  L’alterazione della barriera intestinale è stata associata allo sviluppo di malattie infiammatorie del tubo digerente (sindrome dell’intestino irritabile, celiachia, malattie infiammatorie intestinali). 

Il sintomo più comune della sindrome dell’intestino irritabile è il dolore addominale associato a cambiamenti delle abitudini intestinali (diarrea e/o stipsi). Le donne hanno il doppio delle probabilità di  sviluppare un'IBS.

  • Dolore addominale: tipicamente sotto forma di crampi o coliche e variabile per localizzazione o intensità. Alcuni pazienti notano che lo stress emotivo e i pasti peggiorano il dolore e che la defecazione e la flatulenza lo alleviano;
  • Cambiamenti delle abitudini intestinali: sono il secondo sintomo tipico dell'IBS. Questi cambiamenti possono includere diarrea, stipsi o diarrea e stipsi alternate. In base alla predominanza di uno o dell’altro, si distinguono diversi tipi di IBS:
    • Forma con diarrea: la diarrea di solito si verifica di giorno, generalmente dopo i pasti, semiliquida o liquida ed è accompagnata in molte occasioni da bisogno urgente di defecare. Non si associa a febbre e in genere non sono presenti sangue o muco nelle feci;
    • Forma con stitichezza: feci dure che vengono eliminate con sforzo senza emissione di sangue. E’ possibile che dopo l’evacuazione intestinale si avverta ancora un senso di svuotamento incompleto. Normalmente la forma con stitichezza è più frequente nelle donne che negli uomini.
  • Altri sintomi che possono accompagnare l’IBS: gonfiore addominale (distensione), che a volte può essere molto evidente. E’ comune anche avvertire bruciore anale e flatulenza.

La forma delle feci riflette il tempo di passaggio nel colon ed è utile per caratterizzare i diversi tipi di IBS. La consistenza delle feci viene valutata secondo la scala Bristol.

  • IBS con prevalenza di diarrea: aumento del numero di scariche con feci sciolte o acquose durante il giorno, precedute da urgenza, a volte associate a sensazione di svuotamento incompleto e meno frequentemente a incontinenza. Oltre il 25% delle evacuazioni presenta feci di tipo 6 o 7 e meno di un quarto presenta feci di tipo 1 o 2.
  • IBS con prevalenza di stitichezza: feci dure o grumose con notevole sforzo durante la defecazione e sensazione di svuotamento incompleto. Oltre il 25% delle evacuazioni presenta feci di tipo 1 o 2 e meno di un quarto presenta feci di tipo 6 o 7
  • IBS misto: in più del 25% delle evacuazioni le feci sono di tipo 1 o 2 e in più del 25% delle evacuazioni le feci sono di tipo 6 o 7.
  • IBS non classificabile: pazienti con IBS le cui abitudini intestinali non possono essere classificate in nessuna delle categorie precedenti.

 

Attualmente non esiste un esame specifico per la diagnosi di IBS, quindi nella pratica clinica  la diagnosi si basa sui sintomi e avviene dopo aver escluso altre patologie. Pertanto, a volte vengono richiesti esami complementari per escludere altre malattie. Il tuo medico deciderà quali esami effettuare in base al sospetto diagnostico e a fattori di rischio individuali.

Il trattamento dell'IBS deve basarsi sul tipo di sintomi e sulla loro gravità.
Esistono diversi trattamenti per la sindrome dell'intestino irritabile. E' importante che comunichi al tuo medico i sintomi, le preoccupazioni o qualsiasi fattore che sembra avere conseguenze sul tuo stato di salute. Il primo passo nel trattamento dell'IBS è di solito il controllo dei sintomi (principalmente il dolore) e delle abitudini intestinali quotidiane. Un diario dei sintomi può essere utile per identificare i fattori che peggiorano il quadro clinico, come l’intolleranza al lattosio o altre intolleranze alimentari e lo stress.